Lombardo formalmente indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, il Pd però non vuole staccare la spina
Il segretario regionale del Pd Giuseppe Lupo sceglie le parole con cura. Parla di attesa "degli sviluppi dell'indagine", di "fiducia nella magistratura" e ricorda il sostegno del suo partito al governo tecnico "che al suo interno accoglie personalità di assoluta moralità come Giosuè Marino, Caterina Chinnici e Massimo Russo". "Guarderemo la cosa passa passo, perché adesso non possiamo certo fare il calcolo delle probabilità ", dice a chi gli chiede che cosa farebbe il suo partito se il governatore Raffaele Lombardo venisse rinviato a giudizio. Ieri la notizia della chiusura delle indagini a carico del presidente della Regione ha scosso il Pd che sul sostegno all'esecutivo regionale gioca una partita delicata anche al suo interno.
"L'eventuale precipitazione giudiziaria, alludo a un rinvio a giudizio, porrebbe il Pd dinanzi alle ineluttabile prospettiva di tornare alle urne", aveva dichiarato a "Repubblica" il capogruppo all'Ars Antonello Cracolici. Parole che ieri Cracolici non ha ripetuto limitandosi a un laconico commento: "Dopo 13 mesi finalmente si passa dalle indiscrezioni pilotate alle sedi istituzionalmente preposte". Ieri nessuno tra i democratici che sostengono Lombardo ha parlato espressamente di cosa farà il partito nel caso in cui il presidente venisse rinviato a giudizio. Ma la posizione che trapela è che non basterà un'eventuale richiesta del pm: il Pd abbandonerà Lombardo solo se il gip deciderà che il governatore deve essere processato. Al momento né Lupo né Cracolici vogliono pensarci.
Ci pensa, invece, il senatore Enzo Bianco, da sempre alla testa di quella parte del Pd che non accetta l'alleanza con il governatore. "L'avviso di conclusione delle indagini è un atto propedeutico al rinvio a giudizio - dice - non voglio anticipare nessuna conclusione, solo far rilevare che evidentemente l'indagine era seria e non campata in aria come ha sempre sostenuto Lombardo. Il mio partito avvii una seria riflessione". Garantista e anche un po' irritato, Fabio Granata, deputato nazionale di Fli tra i primi e più convinti sostenitori di Lombardo, invece sbotta: "Non mi pare che ci sia nessuna novità : finora l'azione di governo di Lombardo su sanità e rifiuti ha dato segnali concreti e chiari contro la criminalità . Un governo che ha tra i suoi assessori la figlia di Chinnici e tra i direttori la figlia di Borsellino si presenta da solo".
Una posizione che potrebbe cambiare se il pm dovesse chiedere il rinvio a giudizio, almeno stando a quello che Granata dichiarò a "Repubblica" a novembre scorso: "Il giorno in cui dovesse arrivare una richiesta di rinvio a giudizio, Fli ripenserà all'appoggio che finora gli ha concesso".
Gli assessori si affidano a una nota congiunta: pur astenendosi "da ogni commento" sugli atti giudiziari, attendono "l'emergere di una verità processuale, finora subdolamente, da alcuni mezzi di comunicazione, data addirittura per scontata". La giunta che tiene "la schiena dritta" continuerà a lavorare "dando seguito ad azioni di riforma che stroncano modelli di corruzione e contrastano infiltrazioni mafiose. Azioni come quelle, ad esempio, condotte nei settori della sanità , dei rifiuti, della formazione professionale, della erogazione di contributi pubblici a qualsiasi titolo".
Gli assessori, insomma, scelgono una formula contorta, restando abilmente fuori dal merito della vicenda e non esprimendo direttamente fiducia e solidarietà .
A difendere il governatore a spada tratta ci pensano i suoi uomini Francesco Musotto, presidente dei parlamentari del Mpa, e il senatore Enzo Oliva: "Potrà dimostrare la limpidezza dei propri comportamenti anche nella sede giudiziaria".
Se il coordinatore dell'Udc siciliano, Gianpiero D'Alia, invita la politica a continuare "l'attività di riforma della macchina regionale", Fabio Giambrone, segretario regionale di Idv chiede le dimissioni del governatore: "La questione morale rende di fatto impossibile la permanenza del governatore alla guida della Regione". Più cauto il Pdl: "Eravamo all'opposizione prima della conclusione delle indagini e lo siamo ancora - dicono coordinatori regionali Giuseppe Castiglione e Domenico Nania - Confidiamo nella magistratura che farà chiarezza restituendo serenità ai siciliani".
Fonte Repubblica
